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Senza categoria 11 | 01 | 2021

Superbonus, fino a quando la proroga?

Si discute di una proroga al 2023 del Superbonus con il prossimo decreto di gennaio, ma la nuova bozza del recovery fund, che tiene conto delle richieste dei renziani, lascia all’Ecobonus 110% poco più del 10% dei fondi totali, mantenendo la scadenza a Giugno 2022.

La partita del Governo e della necessità del consenso stanno rendendo incerto il futuro di uno strumento che, in 10 anni, potrebbe consentire all’Italia di raggiungere gli obiettivi di risparmio energetico. Poco meni di 20 miliardi di euro in totale, è quanto rimane nella disponibilità del Superbonus. In questo sono comprese le risorse stanziate nel decreto rilancio con una dote aggiuntiva poco superiore ai 5 miliardi. Una dote sufficiente per migliorare l’efficienza energetica di circa 400.000 abitazioni e di 1.000.000 di Italiani, circa 1/60 della popolazione.

Nel nuovo recovery plan (qui la tabella) trovano maggiore spazio la sanità e le infrastrutture, per venire incontro alle richieste di Italia viva e, con la stessa logica che ha consentito l’approvazione della legge di bilancio con, l’inserimento di misure richieste dalla opposizioni per il tramite delle regioni. Entrano così la circumvesuviana, e la circumetnea e le ferrovie del ponente ligure.

Sembra che il Superbonus sia stato identificato come il provvedimento bandiera dei 5 stelle e, quindi, attaccato frontalmente da Italia Viva.

Per dovere di cronaca, nella sua consueta diretta Facebook, l’On. Villarosa (che insieme all’Onorevole Fraccaro è considerato uno dei due padri dell’Ecobonus potenziato) ha nuovamente annunciato la proroga al 2023, contenuta nel prossimo scostamento di bilancio che il Ministro Gualtieri sta predisponendo per il prossimo mese, lasciando trapelare che il Superbonus 110% possa rientrare dalla finestra del prossimo decreto, dopo essere uscito dalla porta del Superbonus, ma le attuali fibrillazioni della maggioranza rischiano di minare anche il decreto “ristori”.

Alcuni esperti hanno altresì fatto notare come anche lo slittamento al 2022 non sia operativo, in quanto condizionato all’approvazione dell’Unione Europea.
In questo caso si tratta però di un passaggio formale dovuto, che non comporta alcun rischio effettivo.

L’enorme macchina burocratica ed organizzativa creata per il Superbonus richiederebbe una misura strutturale di lungo periodo, considerando che quasi il 60% delle abitazioni italiane è stato realizzato prima del 1977, con l’attuale dotazione del superbonus servirebbero 25 anni con un incentivo di € 50.000,00 per abitazione.

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